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La festa patronale di San Martino Vescovo si festeggia l'11 di novembre . Le celebrazioni si tengono nella chiesa che è un po' il cuore spirituale del paese. La parrocchia di S. Martino è stata costituita nel 1454 dal vescovo di Albenga Mons. Napoleone Fieschi.
 Molto sentita dagli abitanti è anche la celebrazione della Resurrezione di Gesù Cristo che si svolge ogni cinque anni, la notte del sabato Santo con una suggestiva processione notturna per le vie del paese che per l'occasione si vestono a festa con luminarie , fiaccole e tipiche candele rivestite di carta colorata ad ogni finestra. La” festa di Pasqua”, perché così viene chiamata, è una tradizione a cui tutti a Onzo tengono e si sentono particolarmente legati .
I SAPORI DELLA NOSTRA TAVOLA E LE AUTENTICHE RICETTE DELLA TRADIZIONE

Vi abbiamo fornito alcune indicazioni per farvi scoprire qualche angolo nascosto,qualche scorcio inedito del nostro paese, ma ora perché non presentarvi e “virtualmente” farvi assaggiare anche tutto il buono e il prelibato di cui siamo capaci?
Salvia, rosmarino, timo, origano, maggiorana e basilico sono solo alcuni degli aromi e dei profumi che offrono i nostri orti e che insaporiscono ripieni e condimenti. Una cucina fatta di territorio, tradizione e di tonalità misurate, fatta soprattutto di ingredienti semplici e naturali , delicati e genuini. Crediamo infatti che il nostro maggior segreto siano proprio le materie prime di ottima qualità perché quasi sempre di produzione locale. Da noi a tavola è un vero tripudio di sapori : le portate sono quelle classiche della tradizione regionale ligure. Fra i primi piatti più comuni si possono annoverare quelli che vengono preparati ogni giorno come ad esempio il minestrone, la minestrina d'aglio e quella con l'uovo, lo “zemin”, la polenta , il riso nel latte e anche la “panissa” fatta con la farina di ceci e servita con qualche goccia di olio d'oliva e un pizzico di pepe, oppure fritta. La domenica o nelle occasioni di festa, invece, si preparano piatti più ricchi e soprattutto molti tipi di pasta fatta in casa come le tagliatelle di borragine, gli gnocchi di patate e i tipici ravioli di bietole che, ancora oggi, sono d'obbligo nelle solennità più importanti. La carne maggiormente usata è senz'altro quella di vitello con cui si cucinano arrosti, spezzatini, bistecche impanate, polpette, involtini, ma anche la cima che è un'ampia “tasca” nella quale viene posto un ripieno di uova e verdure. Molto usata è anche la carne di cinghiale e quella di coniglio. Altra caratteristica fondamentale della nostra cucina è senz'altro il grande uso degli ortaggi: l'insalata russa e poi i carciofi accomodati e fritti, le varie frittate e le torte salate, le frittelle di fagiolini e di zucchine, le cipolle e i fiori di zucca ripieni, i peperoni e le fave con il salame. Imperdonabile sarebbe poi non fare almeno un cenno alla farinata, al pesto, al “condiglione”, ai “panzarotti”e tra i dolci alle bugie e al delizioso budino di uovo. Nelle fornite dispense delle case di Onzo non mancano mai insieme ai prodotti freschi, anche marmellate e conserve fatte ancora secondo metodi antichi e consolidati che si tramandano gelosamente da madre in figlia. E allora nascono pomodori, carciofini e funghi porcini sott'olio e sott'aceto, confetture di ogni genere di frutta o anche albicocche,pesche e ciliegie sciroppate. Il proposito è ambizioso, ma confessiamo che ci piacerebbe essere riusciti a far entrare nelle vostre case un po' del nostro spettacolo culinario, di quei sapori e di quei profumi che fanno parte di noi e della nostra cultura.
Scegliamo di proporvi per esteso una ricetta golosa e da noi sicuramente molto apprezzata, tentando di essere il più precisi possibile anche se le cuoche del paese dicono di non usare dosi fisse: per loro sta all'abilità della massaia la riuscita o il completo insuccesso!
La torta verde .

Può essere un ottimo antipasto o anche un secondo piatto.
Si preparano un chilo di bietole di campo: si usano solo le foglie, si lavano, si fanno scolare e si tritano piuttosto sottili. Poi si prepara il ripieno con otto uova intere, un bicchiere abbondante di olio d'oliva, due etti e mezzo circa di formaggio grana grattugiato, prezzemolo tritato, ricotta a piacere , un po' di pane bagnato nel latte , sale e pepe quanto basta. Amalgamare bene tutto il composto e poi aggiungere le bietole. Nel caso in cui l'impasto risultasse troppo asciutto aggiungere un po' di latte. A parte si preparano le sfoglie: mezzo chilo di farina, quattro o cinque cucchiai di olio d'oliva, latte e acqua ben emulsionati per impastare, un po' di sale. Bisogna arrivare ad ottenere una pasta ben elastica: si tirano due sfoglie sottili, una un po' più larga della teglia. Si unge con olio d'oliva la teglia (che per queste dosi dovrebbe essere di media grandezza, di rame e con bordi non alti) e vi si dispone la sfoglia più larga che sporgerà dal bordo. Si versa il ripieno, si livella il tutto, si copre con l'altra sfoglia, ripiegando su di essa i bordi della prima che andranno attorcigliati. Si spennella la superficie con un po' di tuorlo d'uovo o di acqua e olio sbattuti insieme e poi si punzecchia con una forchetta. Si cuoce in forno più o meno per un'ora. E ora buon appetito……
I PRODOTTI TIPICI
“ Meriggiare pallido e assorto/ presso un rovente muro d'orto/ ascoltare tra i pruni e gli sterpi/ schiocchi di merli, frusci di serpi….” Eugenio Montale, “Ossi di seppia”.
Pensiamo non si potesse iniziare in modo migliore che con i versi di un poeta ligure che così bene ha saputo parlare della nostra terra. Il territorio di Onzo si presenta nella sua totalità come area montuosa e collinare. Con convinzione ci impegniamo per difendere un patrimonio naturale che ha saputo e sa offrirci tanto. Da sempre quasi all'improvviso tra il fogliame del sottobosco, senza che nessun segnale ne riveli la presenza, ecco che molti tipi di funghi spuntano,soprattutto splendidi porcini. Considerato da molti il fungo per eccellenza, esso è la varietà più ricercata non appena comincia la stagione. A Onzo la raccolta è libera, ma certo è assai difficile trovarli! Si cucinano in molti modi; possono essere fritti, si conservano sott'olio e si possono anche seccare. Una vera delizia per il palato! Sempre il bosco poi in autunno, ci regala un frutto selvatico prelibato che per molti secoli ha rappresentato per la nostra popolazione una preziosa fonte alimentare. Le castagne dopo essere state raccolte a ottobre possono consumarsi fresche; di solito bollite o arrostite in speciali padelle forate, le famose caldarroste, o possono essere essiccate e così conservate tranquillamente per molto tempo. L'agricoltura è una componente fondamentale all'interno del nostro piccolissimo sistema economico e sociale. C'è chi produce e poi vende ortaggi e frutta: zucchine, fagiolini, pomodori, pesche e fichi e anche chi si dedica alla coltivazione di numerose erbe aromatiche in vasetto, lavanda e arbusti verdi decorativi.
Uliveti secolari ci donano quello che forse è da noi il prodotto principe, l'olio di oliva; versatene qualche goccia sul pane caldo, provare per credere…..Alcune aziende sono offrono anche di pasta di olive e di olive in salamoia. Da ultimo possiamo dire che la vocazione a vino del territorio non sia trascurabile.
I vitigni sono autoctoni e dalle varietà di uve presenti si producono quelle tipologie di vino che sono anche le più diffuse nella riviera ligure di ponente. Il “rossese” dal colore rosso rubino chiaro. L'odore delicato, caratteristico, vinoso. Il sapore asciutto,morbido,amarognolo. Invecchiamento suggerito fino a tre anni. Consumo da tutto pasto. Il “pigato” dal colore paglierino più o meno intenso. L'odore intenso, leggermente aromatico. Il sapore asciutto, pieno, leggermente amarognolo, mandorlato. Consumare entro l'anno, da pasto.
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